La storia siamo noi, nessuno si senta escluso

Febbraio 15, 2008

Informiamoci : Occasione di Incontro sulle Alternative agli Inceneritori

Archiviato in: Inceneritore Sud Milano — Berny63 @ 8:35 am

La strategia che vedo è la seguente :
- Decidono di costruire nuovi inceneritori.
- Non dicono mai esattamente perchè, chi, come, quando, … dove.
- Favoriscono l’ingnoranza, hanno paura che la gente si informi e possa farsi una propria opinione.

PARTECIPIAMO – INFORMIAMOCI – RIFLETTIAMO SUL FUTURO NOSTRO e DEI NOSTRI FIGLI !

LE ALTERNATIVE ALL’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI
Informativa sulla problematica dei rifiuti e proiezioni di filmati sul tema

PRESIEDONO
Alessandro Pezzoni, Presidente Centro Culturale Conca Fallata.
Gianfranco Lazzaretti, Presidente Associazione Milano Sud.
PARTECIPANO
Paolo Crosignani, medico, Direttore Unità di Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano.
Andrea Poggio, Vicedirettore di Legambiente
Aldo Ugliano, consigliere comunale.
Maurizio Baruffi, consigliere comunale

VENERDI’ 15 FEBBRAIO 2008 ore 21
Presso La Casa della Pace
Centro Comunitario G. Puecher – via U. Dini 7
(vicinanze piazza Abbiategrasso capolinea MM 2 – tram 3-15 – bus 79)

INGRESSO LIBERO
Organizzato dalla : Associazione Milanosud via S.ta Teresa 2/a 20142 Milano tel.0284892068 e-mail info@milanosud.net

Febbraio 3, 2008

Brescia è diventata il luogo santo dei piazzisti di Inceneritori

Archiviato in: Blogroll, Inceneritore Sud Milano — Berny63 @ 5:38 pm
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E’ proprio interessante leggere questo articolo tratto dal blog di Bebbe Grillo http://www.beppegrillo.it/2008/01/vedi_brescia_e.html

Vi invito anche a guardare il filmato su youtube

Brescia è il luogo santo dei piazzisti degli inceneritori. Vi si recano in pellegrinaggio per respirare l’aria salubre direttamente dal camino. Bevono il latte locale e fanno un giro in bicicletta nei dintorni. E’ la vittoria della scienza contro le tenebre.
Per saperne di più su questo miracolo dell’innovazione ho deciso di aprire una piccola inchiesta. Oggi pubblico la prima parte del viaggio nell’inceneritore. Tenetevi forte.

“A Brescia vi sono inquietanti analogie con la Campania: nel latte di aziende dei dintorni della città si è recentemente scoperta una presenza di diossine fuori norma; si nota inoltre un’elevatissima incidenza di tumori al fegato.
Ma il Registro tumori dell’Asl, rassicurante, sostiene, senza dati verificabili, che ciò è imputabile all’eccesso di epatiti e di consumi di alcol (Giornale di Brescia, 10 novembre 2007). Va segnalato che l’ing. Renzo Capra, presidente di Asm, fa parte del Comitato scientifico del Registro tumori dell’Asl, di cui è anche finanziatore.
Si sostiene che vengono risparmiate 470 mila tonnellate l’anno di emissioni di CO2. ma non si dice che il confronto viene fatto con la discarica e non con il riciclaggio, che consente risparmi di emissioni di CO2 tre volte superiori (AEA Technology. Waste management options and climate change, European Commission, 2001).
A Brescia si finge di fare la raccolta differenziata. Ma questa viene annullata dal continuo aumento dell produzione dei rifiuti, assimilando gli speciali. In 10 anni, da quando funziona l’inceneritore, il rifiuto indifferenziato da smaltire è sempre rimasto pari a 1,1 Kg/giorno/pro capite, esattamente come la Campania, 5-6 volte superiore a quello indifferenziato dove si fa la RD “porta a porta” con tariffa puntuale (es. Consorzio Priula Treviso). L’inceneritore del resto ha bisogno di rifiuti ed Asm è riuscita a compiere il “miracolo” di mantenere le stesse quantità in 10 anni!
Per gonfiare i risultati Asm dà i numeri in chilowattora ( 570 milioni ), facendo finta di non sapere che l’unità di misura, fuori dal domicilio privato, è il gigawattora (milioni di KWh) o il terawattora (miliardi di KWh). In verità il megaimpianto di Brescia ( 800.000 tonnellate/anno ) ha una potenza pari ad un decimo di una normale centrale turbogas; il costo impiantistico per MW installato è 5-6 volte quello di una centrale turbogas; la resa è di circa 20% del potere calorifico presente nei rifiuti contro un 55% di una centrale turbogas; la poca energia ricavata è annullata dallo spreco di altri materiali preziosi ( 5-6 mila tonnellate di ferro; 6 mila tonnellate di alluminio; centinaia di tonnellate di rame, ogni anno nelle ceneri, nel caso di Brescia ). Insomma nell’inceneritorista Lombardia, con 13 impianti, il contributo di questi alla produzione di energia elettrica è pari al 2%!
E’ una macchina dello spreco e antieconomica che si regge solo sugli scandalosi contributi Cip6 (leggi il post) – per l’inceneritore di Brescia, oltre 60 milioni di euro l’anno, per 8 anni, il doppio dell’investimento impiantistico!.
Nel 2006 l’inceneritore Asm è proclamato “campione del mondo”, avendo vinto il “Wtert 2006 Industry Award”. Sennonché l’Ente premiatore, Wtert, della Columbia University ha tra gli sponsor la Martin GmbH, Germany, produttrice dello stesso impianto Asm.”
Marino Ruzzenenti, www.ambientebrescia.it

NO agli Inceneritori ! Ecco qualche soluzione allo smaltimento dei rifiuti.

Archiviato in: Blogroll, Inceneritore Sud Milano — Berny63 @ 5:29 pm
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Inceneritori, perché no.
1 – L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine
2 – L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3 – Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze
- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche
- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso
- l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare
4 – Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti
5 – Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici
6 – Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti
7 – In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo
8 – I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

Cosa fare con i rifiuti.
1 – Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2 – Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3 – Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4 – Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione
5 – In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6 – La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari

Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

Scritto da Beppe Grillo da www.beppegrillo.it, 05-01-2008

Cosa ne dicono degli inceneritori i medici di famiglia ?

Archiviato in: Blogroll, Inceneritore Sud Milano — Berny63 @ 4:58 pm
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“ Gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell’ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10. L’incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l’ambiente e per la salute umana. Gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) e immettono nell’atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi.
Queste “nanopolveri”, sfuggendo ai filtri dell’inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. Inoltre a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti) gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l’impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti.
Ogni processo di combustione produce particolato. Se è vero che la natura è produttrice di queste polveri (vulcani), è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera.
È l’uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano.
Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.
Perciò è opportuno che si incentivi una politica della produzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero dei rifiuti. Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell’organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie.
Le forme patologiche più comuni sono le neoplasie, ma ci sono anche malformazioni fetali, malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche.
L’incenerimento dei rifiuti è inoltre il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno.

Il 7% dell’importo della bolletta elettrica che pagano è infatti devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori: basta prendere una fattura dell’ENEL per leggere, sul retro, nella parte delle varie voci e costi: “Componente A3 – Costruzione impianti fonti rinnovabili”. La somma che compare a fianco viene devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, la legge italiana assimila alle varie fonti energetiche rinnovabili non fossili, quali l’eolica ed il solare, quella ricavata dall’incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali.
Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri sussidi.
L’Italia è quindi l’unico Stato europeo che finanzia l’incenerimento dei rifiuti.
Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania)impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l’incenerimento dei rifiuti”.

Dal Notiziario FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, maggio 2006

Febbraio 6, 2007

Si parla ancora di Inceneritore a Rozzano.

Archiviato in: Inceneritore Sud Milano — Berny63 @ 10:52 pm

CaminoSegnalo una notizia che ho letto sul sito www.radiohinterland.org

Non è nuova, ma nemmeno così vecchia : si parla della possibilità di costruire un inceneritore vicino a Rozzano e della mancanza di dialogo.

Serve o non serve ? Quello che mi sembra di avere capito è che non se ne deve parlare fino a quando non si parte con i lavori, cioè quando ormai sarà troppo tardi per qualsiasi confronto.

Buccinasco 20 novembre 2006, a cura di Rino Pruiti assessore all’ambiente del Comune di Buccinasco.
Nei giorni scorsi, il Presidente della Provincia Filippo Penati ha rilasciato alla stampa dichiarazioni in merito alla localizzazione nel sud Milano, zona del rozzanese, di un impianto di incenerimento di rifiuti. In linea d’aria i comuni di Assago e Buccinasco sono vicinissimi e pagherebbero ancora una volta le conseguenze, con i rischi per la salute, di scelte operate da Milano a semplici fini speculativi; va ricordato infatti che la termo-valorizzazione (bruciare rifiuti) “conviene” perché si intascano i sussidi previsti dallo Stato: per un inceneritore che tratti 100.000 tonn annue, ci sono incassi per 4 milioni di euro all’anno, che in pochissimi anni ripagano larghissima parte dell’impianto. Più si brucia e più si guadagna, alla faccia della raccolta differenziata!
Ritengo che una scelta così impegnativa e impattante per il territorio del Parco Agricolo Sud Milano meriti un ampio confronto e, prima di essere posta all’ordine del giorno, sia necessario che Milano e gli altri Comuni, assicurino una raccolta differenziata oltre il 40% e che il capoluogo lombardo torni alla raccolta dell’umido.
Oggi, il termo-valorizzatore, a maggior ragione dopo l’entrata a regime di “Silla 2” a Milano, non serve.
Come assessore all’ambiente di Buccinasco ho saputo dell’esistenza di un progetto per la realizzazione di un termo-valorizzatore nella nostra zona dalla stampa. Nessuno ci ha mai interpellato o consultato, e ciò ripropone, con tutta evidenza, l’atteggiamento intollerabile della giunta di Milano verso i Comuni vicini: sorda al dialogo ed incapace di costruire politiche che guardino oltre i confini del suo territorio. L’impianto potrebbe trattare addirittura 260 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Questa è una decisione inaccettabile.

Sarebbe interessante conoscere la posizione dell’attuale sindado D’Avolio e della “piccola IRI” AMA Rozzano.

Nel frattempo sentiamo il parere di Beppe Grillo che si occupa da tempo di questo problema : ” …inceneritori, chiamati termovalorizzatori solo in Italia, l’ennesimo incantesimo delle parole, non servono; che sono un’invenzione di 40 anni fa; che per ogni chilogrammo di materiale bruciato, un terzo dello smaltito diventa cenere, rifiuto tossico nocivo; che non fanno risparmiare energia, ma il contrario e quindi non convengono; che l’Italia è l’unico Paese a finanziare gli inceneritori con i soldi pubblici; che più alto è il calore generato, più le polveri diventano sottili e nocive e tumorali; che la raccolta differenziata li rende inutili; che il riuso dei contenitori come le bottiglie di vetro e di plastica li rende inutili; che va inserita una tassa ecologica sui contenitori usa e getta alla fonte, quindi al produttore; che bisogna ridurre i consumi; che bisogna incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili; che le prime nazioni, come la Germania, che hanno costruito gli inceneritori li stanno dismettendo; che la produzione di energia va delocalizzata…”

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