La storia siamo noi, nessuno si senta escluso

Gennaio 12, 2007

Servizi pubblici locali – Piccole IRI -: come funzionano ? ( quando funzionano )

Archiviato in: Ponte Sesto di Rozzano — Berny63 @ 7:22 am

RAI3 con REPORT di Milena Gabbanelli, ha spiagato bene il loro funzionamento.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
… Per riassumere: non si utilizzano i dipendenti pubblici, si ricorre sempre e di più a società esterne e ai consulenti.
In modo più o meno spinto, è una prassi consolidata a cui ricorrono tutte le regioni e comuni, e rientra nel costo della politica.
Il Senatore Villone, ci spiega qual è il meccanismo che porta un amministratore a ricorrere all’esternalizzazione senza bisogno di far girare le mazzette.

MASSIMO VILLONE- Senatore DS
Allora supponiamo che io sia uno eletto a funzione di governo, un sindaco, un presidente di provincia, un governatore, ho avuto una campagna elettorale complicata, difficile, costosa, ho avuto i miei ambienti di riferimento, amici, sostenitori, squadre di volontari, imprenditori vicini a me, adesso si aspettano che io dia delle risposte, niente di illecito, beninteso, ma c’è l’imprenditore che vuole il sostegno all’impresa, l’associazione di volontari che vuole l’affidamento del servizio sociale, tutta…allora io che faccio, mi rivolgo al dirigente, dirigente messo là da una giunta precedente, persona per bene, rigorosa, onesta, pignolo, spacca il capello in quattro, osserva le virgole, dice che la Pubblica Amministrazione non deve fare nessun favoritismo, dirigente come tutti i cittadini vorrebbero naturalmente, però per me è un problema.
Che cosa posso fare? Lascio lì il dirigente però riorganizzo l’amministrazione.
Prendo pezzi degli uffici, li sposto, faccio un altro dipartimento, un’altra area.
Le cose che mi interessano le metto da un’altra parte quindi il dirigente sta là ma non si occupa più delle cose mie.
A capo di questa nuova struttura metto un nuovo dirigente, un esterno assunto a contratto, naturalmente un amico mio.
Nei procedimenti che mi interessano, che producono gli atti che mi interessano metto un comitato di esperti.
Naturalmente, nel comitato di esperti lì sono tutti amici miei.
Posso fare ancora un’altra cosa: prendo un pezzo di attività che mi interessa, lo esternalizza per così dire.
Lo metto in una società a partecipazione pubblico -privato, in una spa nella quale io partecipo come ente.
Mi nomino il presidente, mi nomino i consiglieri di amministrazione, in tutto o in parte, revisori, sindaci e quindi sempre amici miei, beninteso, gente di cui mi fido e poi come effetto collaterale se devono svolgere questa attività magari fanno un po’ di assunzioni, faccio assumere quei 30/40 giovanotti che mi hanno dato una mano ad attaccare i manifesti in campagna elettorale.
In tutto questo non c’è nessun illecito diciamo. Io non firmo una carta, non tocco nessuno, non ci sono tangenti, non ci sono mazzette, si orienta l’amministrazione verso un risultato che quello della produzione del consenso.

Ora anche PANORAMA ne ha pubblicato un articolo di GUIDO FONTANELLI : >
è interessante e fornisce almeno una idea sul giro d’affari e sui poteri che stanno sotto a questo tipo di attività.

Sono le società che gestiscono i servizi pubblici locali: dal gas ai trasporti, fino all’informatica.
Fanno capo ai comuni, spesso sono inefficienti. Linda Lanzillotta gli ha dichiarato guerra.
PERCHE Aziende che offrono un prodotto fondamentale per la vita quotidiana, ma spesso Inefficienti e prive di cura per II cliente. Sono le società che forniscono i servizi pubblici locali (dal trasporti alla raccolta dell’immondizia), un mondo di quasi 900 Imprese con un fatturato globale dì 23,5 miliardi, per il 73 per cento del casi controllate totalmente dai comuni, novelli stati-padroni di piccole Iri…..

Raccontami una storia – Tratto dal blog http://giubot.wordpress.com/

Archiviato in: Blogroll — Berny63 @ 7:00 am

AttilaRaccontare una storia, anzi raccontare la Storia, quella con la S maiuscola, operazione difficile: molti di noi si ricordano la noia di fronte ai lunghi elenchi di date, re, battaglie snocciolati dai testi di scuola. Per tornare (o imparare) ad apprezzare la Storia, raccomando gli splendidi racconti di Storia della trasmissione “Alle 8 della sera” di Rai Radio 2. In una ventina di puntate da 20 minuti l’una un esperto racconta un episodio o un personaggio storico: sono monografie solitamente fatte molto bene, da persone competenti, che sanno mescolare il dato storico con qualche aneddoto ma soprattutto – partendo dall’argomento specifico – sanno collegarlo con altri eventi storici, ricostruendo così il contesto e quindi il senso di quanto accade e spesso rivelando legami inaspettati tra personaggi e civiltà apparentemente distanti tra loro. Insomma, vere e proprie lezioni di Storia da cui si esce avendo imparato realmente qualcosa.

Ad esempio, le puntate su Attila rivelano inaspettate parentele tra il capo unno e la corte imperiale romana cambiano radicalmente la tradizionale e falsa nozione di un barbaro apparso all’improvviso ai confini dell’impero; nelle puntate sulla battaglia di Adrianopoli emerge che la prima traduzione della Bibbia dal greco non fu in latino ma in gotico, a cura di Ulfila, principe goto convertito al cristianesimo e fatto vescovo.

Le puntate sono disponibili in formato Realplayer e sarebbero da ascoltare stando connessi ad internet, ma con la tecnica che ho spiegato qualche tempo fa, si possono scaricare e trasformare in MP3, potendo quindi poi ascoltarsele comodamente dal proprio lettore ad esempio mentre si va al lavoro.

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